Impara il metodo

 

Il 1° metodo da imparare è l'organizzazione del lavoro: la sperimentazione spesso prevede una discreta

quantità di oggetti e di spazio, che in un laboratorio spesso diventa disordine. Questo può causare incidenti

e rallentare i propri esperimenti. Per prevenirlo andranno seguiti i consigli per tenere un laboratorio

ordinato e sempre pulito: raccogliere i dati dei propri esperimenti in un quaderno o su una lavagna,

etichettare (o marcare con un indelebile) i contenitori utilizzati, tenerli in un posto solo e riporre ogni

volta i reagenti e gli strumenti già utilizzati.

 Impara a leggere la composizione dei prodotti chimici e di altre sostanze sintetiche dichiarata nell'etichetta, anche in maniera quantitativa.
Ricorda: gli ingredienti vengono sempre elencati in ordine decrescente di percentuale, cioè dall'ingrediente più presente a quello di cui ce n'è di meno.
Leggi sempre la concentrazione e la scadenza affinchè non commetti un errore di dato finale.

Punto importante a vantaggio della sicurezza mischiare due sostanze incognite può creare eventi molto dannosi (esalazioni di sostanze tossiche, incendi, esplosioni) che è possibile scongiurare ricercando in internet sia le schede di sicurezza dei reagenti che l'elenco dei possibili prodotti che si formano. 

L'analisi qualitativa, differentemente da quella quantitativa, si prefigge di individuare fenomeni conosciuti o sconosciuti in una categoria di soggetti che si prestano all’osservazione.
L'analisi qualitativa di una reazione chimica può manifestarsi in diversi modi: cambiamento di colore dalla sostanza in esame, evoluzione di un gas o comparsa di un precipitato, sviluppo o assorbimento di calore ecc.

L'analisi quantitativa è volta a determinare la quantità di una sostanza presente in una miscela, una volta noto quali sostanze sono presenti in essa.
Anche per i test quantitativi ci possono essere delle interferenze, perciò sarà talvolta necessario separare il composto da misurare da quelli che danno interferenze.

Classificazione Vetreria

CLASSIFICAZIONE VETRERIA

vetreria

 

 

LA VETRERIA si divide in: 

1. Strumenti di transizione

Becker

Cilindro

Buretta

Pipetta

Gli strumenti di transizione sono caratterizzati dal beccuccio il travaso del liquido da uno strumento  all’altro.

 

2. Strumenti di conservazione

Beuta

Matraccio

Provetta

Conservano le sostanze e in oltre anche loro possono essere degli strumenti di misurazione.

 

3. Strumenti di misurazione

Becker (come optional, impreciso)

Beuta (come optional, più impreciso)

Cilindro (sufficientemente preciso)

Buretta (discretamente precisa)

Pipetta (ottimamente precisa)

 

Il Becker e la beuta non sono propriamente degli strumenti di misurazione, lo sono solo come optional e sono al quanto imprecisi.

 I veri strumenti di misurazione sono gli altri, cilindro, buretta e pipetta.

  

La vetreria può essere di classe A e B:

Classe A: prodotta alla migliore tolleranza con vetro Pyrex o Kimax

Classe B: la tolleranza della vetreria è circa doppia rispetto a quella di classe A (vetreria economica)

Dato che il volume di una massa liquida varia con la temperatura (coeff. di espansione H2O= 0.025%/°C; coeff. di espansione vetro borosilicato 0.001%/°C) le attrezzature volumetriche sono calibrate per convenzione, alla temperatura di 20°C.

La vetreria di laboratorio è marcata con la seguente etichetta:

TD 20°C= TO DELIVER (per trasferire)

TC 20°C= TO CONTAIN (per contenere)

 

Vetreria laboratorio

INDICAZIONI SULLE OPERAZIONI E APPARECCHIATURE

Pipette:

Le pipette vengono utilizzate per il prelievo dei reagenti, prima devono essere sempre pulite e asciutte.

N.B. Non utilizzare la stessa pipetta per sostanze diverse per evitare contaminazioni.

 

Propipetta:

pallapeleo pel

dispositivo che si utilizza per aspirare i liquidi mediante pipette graduate.

 

Funzionamento della propipetta:

1) si inserisce la pipetta nell’imboccatura inferiore della propipetta; questa operazione deve essere fatta con cautela ruotando la pipetta, una forzatura eccessiva potrebbe determinare il cedimento del vetro e causare lesioni alle mani;

2) si svuota l’aria dall’ampolla comprimendola completamente e tenendo pressata la valvola superiore A;

3) si aspira il liquido nella pipetta premendo la valvola S; durante questa operazione si deve evitare che il liquido raggiunga il bulbo della propipetta;

4) si eroga il liquido premendo la valvola laterale E.

 

Pipette graduate:

utilizzate per il prelievo accurato di volumi.

 

Recipienti graduati:

cilindri graduati per il prelievo dei solventi delle reazioni; beute e beker per il prelievo di volumi indicativi.

 

Matracci tarati:

recipienti sferici a fondo piatto dal collo allungato.

Sul collo riportano una tacca corrispondente al volume (i più comuni sono da 50 e 100 ml). 

 

Lettura dei volumi:

i volumi nei recipienti graduati si leggono considerando la tacca tangente al menisco del liquido, portando gli occhi esattamente all’altezza della tacca per evitare errori di parallasse.

 

Burette:

La buretta è uno strumento tarato estremamente preciso per il prelievo di volumi (titolazione). E’ estremamente delicata e quindi utilizzare con cautela.

 

Bilancia tecnica:

per pesare i reattivi solidi. Quando si pesa bisogna evitare di disperdere il materiale sul tavolo e sulla bilancia.

 

Lavaggio della vetreria:

lavare sempre la vetreria alla fine delle operazioni. La vetreria che è venuta a contatto con soluzioni acquose va lavata con acqua. La vetreria sporca di residui organici va prima trattata con qualche ml di acetone e poi lavata con acqua. Se non serve immediatamente, lasciate asciugare la vetreria all’aria altrimenti utilizzare qualche ml di acetone e asciugare con aria compressa. La vetreria utilizzata per prelevare solventi altamente volatili (etere etilico, etere di petrolio, etanolo, metanolo) può essere asciugata direttamente con aria compressa.

 

 


Smaltimento:

Al termine di ogni esperienza ci sono dei materiali da eliminare, per il loro smaltimento si deve adoperare l’apposita tanica.

 

Uso corretto Pipetta

Lavaggio della pipetta

1. Lavare al lavandino l’interno della pipetta con pochissimo detersivo liquido e acqua di acquedotto.

2. Lavare l’esterno con una spugna bagnata con pochissimo detersivo liquido e acqua di acquedotto.

3. Risciacquare perfettamente, sempre stando al lavandino, la pipetta sia all’interno che all’esterno per togliere tutto il detersivo con acqua di rubinetto, non con acqua distillata.
4. Solo successivamente risciacquarla con acqua distillata.

5. Controllare che sulle pareti interne siano rimaste il minor numero possibile di gocce d’acqua; se ne rimangono molte, occorre rilavare e ripetere il controllo.

6. Ovviamente questa operazione di lavaggio a fondo non deve essere eseguita tutte le volte, ma solo quando si ritiene
sia necessario.
7. La pipetta va sempre riposta nel suo contenitore bagnata solo di acqua distillata.

 

Riempimento, controlli e uso della pipetta


Per ragioni di sicurezza, è vietato aspirare i liquidi a bocca, ma occorre sempre usare l’aspirapipetta.
L’aspirapipetta è una mini-pompa di gomma rossa dotata di tre valvole che vengono azionate per semplice pressione dopo aver inserito la pipetta nell’imboccatura I senza forzare troppo:
- valvola A serve per la fuoriuscita dell’aria,
- valvola S serve per aspirare il liquido,
- valvola E serve per far scendere il liquido.
All’interno dell’aspirapipetta non deve mai entrare del liquido; se ciò dovesse accadere, occorre lavarla con acqua all’interno e lasciarla asciugare per diversi giorni all’aria prima di poterla di nuovo utilizzare.

 

Avvinamento:


asciugare esternamente la pipetta con carta assorbente e inserire con accortezza l’aspirapipetta alla sua sommità; immergere la pipetta nel contenitore da cui bisogna fare il prelievo e aspirare pochi mL di liquido; togliere l’aspirapipetta, tappare in alto e in basso con un dito, quindi capovolgere e ruotare la buretta in modo da bagnarla completamente con la soluzione.
1. Buttare via il liquido di avvinamento in un recipiente di scarto. Ripetere l’operazione di avvinamento altre 2 volte.
2. Preparare il recipiente in cui andrà versato il prelievo.
3. Riempimento: sempre facendo uso dell’aspirapipetta, riempirla completamente, fino oltre la tacca dello zero, con la soluzione in esame.
4. Azzeramento: agendo sulla valvola di svuotamento, far scendere il liquido fino alla tacca iniziale, facendolo scendere nel contenitore originale.

5. Il più rapidamente possibile, estrarre la pipetta dal contenitore, asciugarla esternamente con carta assorbente e spostarla all’interno del becher in cui si deve versare il prelievo: far scendere il liquido goccia a goccia fino a svuotamento completo della pipetta, nel caso essa sia del tipo a 1 tacca.

6. Non soffiare con la bocca per togliere il liquido rimasto sulla punta: esso è già stato considerato nella calibrazione del volume (pipette a scolamento parziale con spazio morto).

7. Se si prevede di utilizzare la pipetta entro breve tempo con la stessa soluzione, lasciare la pipetta dentro al contenitore stesso.

8. Risciacquare la pipetta con acqua distillata più volte prima di rimetterla nel suo contenitore.
Se per fretta o negligenza quest’ultima operazione non viene eseguita, durante il periodo di non utilizzo l’acqua della soluzione acquosa evapora, lasciando sulle pareti interne della pipetta un velo di soluto che, se corrosivo (ad esempio NaOH),
rovina a lungo andare la buretta, senza contare la fatica maggiore nel lavaggio una volta che la buretta verrà riutilizzata.

 

MISURE DI VOLUME: TECNICHE ED OPERAZIONI

 

Solo quando le superfici di vetro sono perfettamente pulite si ricoprono di un sottile strato di liquido, che invece in presenza di sporcizia o di unto presenta interruzioni. I recipienti di vetro sono puliti molto accuratamente dal costruttore prima di essere tarati e devono essere mantenuti puliti durante l’uso se si vuole che la taratura abbia significato.
Quando il liquido é contenuto in un tubo stretto, come una buretta o una pipetta, la sua superficie risulta di solito incurvata e forma un menisco. Normalmente si usa la parte più bassa del menisco nel tarare ed adoperare questo tipo di recipienti.
Tale minimo può essere letto con maggiore precisione se si tiene un foglio di carta opaca dietro la graduazione.

 

menisco

Quando si fanno letture di volume l’occhio deve essere allo stesso livello del liquido onde evitare errori di parallasse. Se l’occhio é più alto del livello del liquido, si legge un volume di inferiore a quello usato in realtà. Se il punto d’osservazione e più basso l’errore sarà contrario.

 

Titolazione

Con la punta ben dentro il recipiente in cui si fa la titolazione, si aggiungono volumi successivi di soluzione dell’ordine del millilitro. Si agita il campione costantemente onde assicurare un efficiente mescolamento. Col procedere della titolazione le aliquote di aggiunta vanno diminuite e nelle immediate vicinanze del punto finale si aggiunge il reagente goccia a goccia lentamente.
Quando si pensa che mancano solo poche gocce alla fine della prova, si lavano le pareti del recipiente di titolazione prima di completare l’esperimento.
Si lascia passare circa un minuto tra l’ultima aggiunta di reagente e la lettura della buretta.

MODALITA’ D’USO DELLA BURETTA

La buretta deve essere lavata molto accuratamente prima dell’uso e si deve controllare che il rubinetto tenga bene.


Procedimento Riempimento:


Ci si accerta che il rubinetto sia chiuso. Si aggiungono 5-10 ml di soluzione e si ruota la buretta in modo da bagnare le pareti, lasciando poi scolare il liquido.
Si ripete questo procedimento altre due volte. Si riempie poi la buretta fino sopra il livello dello zero.
Si elimina l’aria contenuta nella punta e nel rubinetto aprendo questo rapidamente e lasciando passare piccole quantità di soluzione.
Quindi si abbassa il livello del liquido fino allo zero o un po’ sotto e si aspetta un minuto prima di leggere il volume iniziale.

 

 

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